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Valutare è un rischio che si deve correre.

Lo scorso 25 gennaio il Corriere Torino ha ospitato un interessante e in larga misura condivisibile commento del prof. Bernardino Chiaia del Politecnico di Torino in merito alla valutazione costi-benefici del nuovo collegamento ferroviario Torino – Lione. Il professore sottolinea le difficoltà nel prevedere correttamente l’evoluzione di alcuni parametri sui quali si fonda l’analisi. E così. Come ha scritto il Nobel per la fisica, Niels Bohr: “è difficile fare previsioni, soprattutto per il futuro”. E, tuttavia, non si possono non fare. Non c’è imprenditore che non provi, al meglio delle sue possibilità, a stimare quale sarà la domanda di un dato prodotto; anche alla luce di questa valutazione deciderà poi se realizzare o meno un nuovo impianto produttivo. Si può sbagliare. E spesso si sbaglia. Occorre però aggiungere che la letteratura di settore mostra nel caso delle grandi opere – soprattutto quelle ferroviarie – si registri un sistematico errore di sovrastima dei traffici e dei benefici e una sottostima dei costi. E altresì del tutto corretta l’osservazione in merito alla preferibilità di analisi comparative rispetto a quelle relative a una singola opera. Non è questa la norma. Non lo è stata per le valutazioni passate della Torino – Lione e non lo è, per i vincoli dettati dai tempi della politica, per la presente. Si può però osservare che identica metodologia è stata adottata dai responsabili della valutazione in corso per molte altre opere rispetto alle quali è dunque possibile un confronto, seppur diacronico. Quanto al discredito degli esperti, a nostro parere, nel caso specifico un contributo rilevante è venuto da molti “competenti” di altri settori che, a differenza del prof. Chiaia, sembrano aver fatto prevalere legittime motivazioni di carattere politico a quelle di un utile e costruttivo confronto sul piano scientifico. Concordiamo anche con riferimento al “binario morto” di una decisione referendaria. La decisione dovrebbe essere presa dai decisori politici anche, ma certo non solo, alla luce degli elementi di conoscenza aggiuntivi che verranno forniti dall’analisi in corso resa necessaria dalla modifica del progetto (non esiste alcuna valutazione di quello nella configurazione attuale) e dalla “falsificazione”, come riconosciuto dagli stessi committenti, delle precedenti previsioni di domanda. Marco Ponti Francesco Ramella

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